Caso Ayotzinapa, arrestato l’ex governatore del Guerrero Aguirre Rivero

A poche settimane dal dodicesimo anniversario della sparizione forzata dei 43 studenti della Escuela Normal Rural di Ayotzinapa, è scattato l’arresto per l’ex governatore del Guerrero Ángel Aguirre Rivero, da sempre considerato dai familiari uno dei responsabili dei tragici eventi del 26 e 27 settembre 2014.

L’ordine di cattura per l’ex funzionario pubblico è scattato il 6 agosto per la sua presunta ostruzione alla giustizia e responsabilità nel delitto di sparizione forzata: secondo i giudici, l’ex governatore avrebbe dato l’ordine di far sparire e distruggere le video registrazioni di due camere di sicurezza poste davanti al Palazzo di Giustizia di Chilpanchingo che la notte del 26 avrebbero ripreso il fermo dell’autobús Estrella de Oro 153.

La titolare della FGR, la giudice Ernestina Godoy Ramos, ha segnalato ai media messicani che la sparizione dei suddetti video è stata «un'operazione dolosa e deliberatamente strutturata da parte dei vertici dell'esecutivo statale».

Già nel 2015 il GIEI aveva segnalato l’esistenza e l’importanza dei video provenienti dalle camere di sicurezza poste davanti al Palazzo di Giustizia di Chilpanchingo ma il governatore Aguirre aveva sempre negato ogni addebito e sostenuto che, a causa di problemi tecnici, quelle registrazioni non esistevano.

Non solo, nel sollecitare i video in questione, il GIEI riuscì a scoprire che l’ordine di distruggere le registrazioni fu dato dalla presidenza del Tribunal Superior de Justicia de Guerrero, al cui vertice c’era Lambertina Galeana Marín, oggi collaboratrice di giustizia e principale accusatrice di Aguirre, la cui carriera politica è stata sostenuta proprio dall’ex governatore.

La carriera politica di Aguirre è costellata di massacri, tragedie e repressioni di cui il caso Ayotzinapa è solo la punta dell’iceberg. Cresciuto nel PRI, nel 2011 cambia bandiera e diventa il candidato – vincente – del PRD alla carica di governatore del Guerrero dopo l’esclusione subita nel suo vecchio partito.

Il suo mandato inizia subito con una brutale repressione proprio contro gli studenti di Ayotzinapa e si concluse il 23 ottobre del 2014 quando fu costretto a dimettersi dalla carica per la pressione politica e sociale causata dalla sparizione forzata dei 43 studenti.

Ángel Aguirre Rivero si è sempre considerato un capro espiatorio dell’amministrazione di Enrique Peña Nieto, l’allora Presidente della Repubblica, respingendo ogni responsabilità dei fatti. Con la sua cattura, cade nelle maglie della Giustizia il secondo ex funzionario pubblico di più alto livello, dopo l’arresto anni fa dell’ex procuratore generale jesús Murillo Karam, uno degli artefici della cosiddetta “verdad histórica”.

Sull’arresto dell’ex governatore del Guerrero è intervenuta anche la Presidente messicana Claudia Sheinbaum che ha spiegato come negli ultimi tempi sono state aperte diverse linee di indagine: «Sono state arrestate altre persone, alcune delle quali non erano mai emerse come possibili sospettate e sono state fermate ora dalla Procura; hanno reso testimonianza. Insomma, ci sono diverse piste investigative che portano agli arresti».

Le reazioni dei familiari dei 43 studenti desaparecidos invece sono state affidate a un comunicato congiunto di Centro Prodh, Tlachinollan, Serapaz e Fundar, le organizzazioni di difesa dei diritti umani che da 12 anni portano avanti la battaglia per la verità e la giustizia insieme ai genitori.

«Sull'arresto annunciato oggi dalla Procura Generale della Repubblica relativo al caso Ayotzinapa: i padri e le madri dei normalisti e delle organizzazioni che li abbiamo accompagnati non ne sono stati informati e quindi non conosciamo ancora gli estremi dell'accusa.

È emerso nei media che - sulla base delle testimonianze di testimoni collaboratori - si sa che chi era governatore di Guerrero nel 2014, nella sua qualità di capo dell'esecutivo, presumibilmente non ha preservato e ha ordinato di nascondere o far sparire qualsiasi prova relativa ai fatti. Se è solido e attaccato alla legge, il processo che inizia può arrivare a saldare un debito di giustizia per le famiglie degli studenti scomparsi».

E forse, un altro piccolo passo verso la verità e la giustizia verrà compiuto.




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