Due fortissime scosse di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il nord del Venezuela nella serata di mercoledì 24 giugno, provocando gravissimi danni alle strutture e, si teme, un alto numero di vittime. Le due scosse sono le più forti registrate nel nord del Paese negli ultimi 126 anni. La presidente incaricata Delcy Rodrigues ha dichiarato lo stato d’emergenza.
La prima scossa è avvenuta alle 18 circa ora locale (mezzanotte in Italia) con epicentro nello stato di Yaracuy, nel nord del Paese e più precisamente a circa 25 km a nord-ovest di San Felipe. La magnitudo di questa prima scossa è stata di 7.2 mentre la profondità è stata di 21,9 km.
Pochi secondi dopo è avvenuta la seconda devastante scossa: questa volta la magnitudo è stata di 7.5, l’epicentro è stato registrato nella medesima area a circa 21 km a sud-est di Yumare mentre la profondità è stata estremamente superficiale, a soli 9-10 km. Ai due più importanti terremoti è seguito lo sciame sismico, attualmente ancora in corso, con ripetute scosse arrivate anche a 4.9 di magnitudo, non solo nell’area di Yaracuy ma estese anche verso ovest negli stati di Zulia e Trujillo.
I due sismi hanno provocato gravissimi danni strutturali, il crollo di numerosi edifici e purtroppo anche numerose vittime, anche se per il momento le autorità venezuelane non hanno rilasciato dichiarazioni in merito.
Tra le aree maggiormente colpite dai sismi anche la capitale Caracas dove sono stati segnalati numerosi crolli di edifici e palazzi sventrati e nello stato de La Guaira dove la situazione sembra essere catastrofica. Colpito anche l’Aeroporto Internazionale Simón Bolívar che ha subito gravissimi danni strutturali e a causa di ciò è stato momentaneamente chiuso dalle autorità venezuelane.
La presidente incaricata Delcy Rodrigues ha proclamato lo stato di emergenza in tutto il Paese, ha sospeso le attività scolastiche per tutta la prossima settimana e ha ordinato l’evacuazione degli edifici lesionati dai sismi invitando la popolazione a rimanere all’aperto.
L’interruzione del segnale telefonico e le scarse informazioni date dal governo venezuelano fino a questo momento non solo sono un ostacolo ai soccorsi ma rendono anche difficile stabilire la reale portata dei due catastrofici eventi sismici, sebbene le poche immagini che arrivano in particolare da Caracas siano terribili. Secondo le stime effettuate dall’USGS (United States Geological Survey) le vittime potrebbero arrivare ad essere tra le dieci e le centomila.
La gravissima situazione ha fatto scattare immediatamente la solidarietà internazionale: tra i primi Paesi a esprimere solidarietà e offrire aiuti ci sono Stati Uniti, Brasile, Argentina, Uruguay, El Salvador ma con il passare delle ore quasi tutti i paesi del continente americano hanno formalmente offerto sostegno e aiuti in generi di prima necessità alle autorità venezuelane.
La presidente incaricata Delcy Rodrigues ha lanciato un appello all’unità al popolo venezuelano per salvare quante più vite possibili. Nel suo ultimo bollettino la presidente ha parlato di «una vera tragedia», in particolare nellostato de La Guaira, confermando i 32 decessi e gli oltre 700 feriti accertati.
Parla di unità di tutto il popolo venezuelano di cronte alla tragedia anche la leader dell’opposizione María Corina Machado mentre l’ex candidato presidente Edmundo González ha denunciato la scarsità di informazioni, l’incapacità dello stato venezuelano di affrontare questa situazione di emergenza e il conseguente abbandono dei cittadini da parte dello Stato
